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Tiziana Scuderi

(Staff di Trasformazione News)

venerdì 13 settembre 2013

SECONDA CHIAVE DELLA FELICITA’


La seconda chiave della felicità è: trovare la vera autostima.

Desideriamo tanto ricevere dal prossimo quell’approvazione che conferma e sorregge l’immagine che abbiamo di noi stessi. Temiamo però la disapprovazione, perché sminuisce l’idea che ci siamo fatti della nostra persona. E’ un meccanismo basato sull’identificazione con gli oggetti esteriori. Il suo opposto è il bastare a se stessi identificandosi con il vero sé, provando un’esperienza puramente interiore.
La vera autostima non corrisponde ad un miglioramento dell’idea che si ha di se stessi, che dipende da ciò che gli altri pensano di noi.
Il sé autentico risiede ad un livello di esistenza indipendente dalle opinioni altrui, positive o negative che siano.
Il vero sé ha cinque qualità non influenzabili da persone, oggetti o eventi esteriori.

1.   Il vero sé è connesso a tutto ciò che esiste.
2.   Non ha limiti.
3.   Possiede creatività infinita.
4.   E’ privo di paure ed è pronto ad affrontare l’ignoto.
5.   La sua intenzione è uno strumento potente e può orchestrare la sincronicità (un perfetto incastro di circostanze esteriori che realizza l’intenzione).

L’ego ha le qualità opposte.

1.   L’ego è solo e isolato. Ha bisogno dell’approvazione altrui per provare un senso di appartenenza e valore.
2.   Si sente limitato e confinato. Senza potere e controllo sul prossimo, teme di rendere palese la propria debolezza.
3.   Preferisce la routine e l’abitudine alla creatività. Trova sicurezza nel ripetere oggi ciò che ha fatto ieri.
4.   Teme l’ignoto più di qualsiasi altra cosa, perché lo vede come un luogo oscuro e vuoto.
5.   Combatte per ottenere ciò che vuole. Dà per scontato che senza lottare i suoi bisogni non verrebbero mai soddisfatti. Questo riflette un profondo senso di carenza interiore.

La caratteristica centrale dell’ego è l’insicurezza. Un commento adulatorio lo rende felice, uno sarcastico lo ferisce.
Perché e come spostare l’identificazione dall’ego al vero sé?
Spostare la propria identità dall’ego al vero sé ha un effetto liberatorio e permette di ottenere una vita piena di abbondanza, gioia e soddisfazione. Il vero sé può creare situazioni, circostanze e rapporti ricchi di opportunità.
Se in questo momento le vostre massime aspirazioni non si stanno realizzando, la causa principale è che ignorate chi siete davvero. L’identificazione con gli oggetti esteriori allontana dalla vera identità.
Il vero sé, l’io autentico realizza tutto ciò che l’ego desidera: pace, appagamento, gioia, sicurezza, perché tutte queste qualità gli sono proprie e non deve lottare per averle.
L’ego non pone mai sulla via giusta. Bisogna persuadere l’ego ad abbandonare le sue abitudini errate e a smettere di identificarsi con gli oggetti esteriori.
La consapevolezza è la chiave del cambiamento. Quasi tutti cercavamo da bambini l’approvazione dei genitori, pensando di doverci meritare il loro amore. I bisogni emotivi che avevamo da bambini ci rendevano difficile accettare il fatto che anche mamma e papà avevano bisogno dei propri spazi, di tanto in tanto.
Ora però siamo adulti, eppure rimaniamo ancora feriti da commenti insignificanti o ci sentiamo infelici quando una persona amata non ci dedica abbastanza attenzione o si allontana. Il ricordo delle ferite passate ci spinge ad attribuire eccessiva importanza alle opinioni altrui.
Una volta aperta la porta della consapevolezza, non si lotta più contro le paure e le insicurezze. Se ci limitiamo ad osservare e ad accettare quanto accade, essa ha un potere curativo.
Per esempio, se riceviamo una critica che ci ferisce e non lottiamo, non rifiutiamo la sensazione dolorosa, restiamo con essa e si dissolverà. L’ego crede di doversi difendere continuamente, ma si sbaglia. Pensare di continuo alle esperienze passate e proiettarle sul presente per evitare di dover soffrire non preserverà dal provare nuovi dolori. Se ricordare i dolori che abbiamo provato in passato servisse ad evitare di produrne di nuovi, non ci sentiremmo così male e vulnerabili davanti alla disapprovazione altrui.
Usando la consapevolezza possiamo disinnescare il ricordo delle sofferenze patite abbandonando la convinzione che servano a qualcosa.
Limitiamoci ad osservare ciò che accade. Lasciamoci “essere”, abbandoniamoci alla semplicità e all’innocenza del nostro essere e non avremo più bisogno di lottare. Il vero sé coincide con il sé dell’Universo. Quando avremo la creatività, il coraggio, la capacità di affrontare l’ignoto, assieme al potere dell’intenzione, possederemo tutto.
La consapevolezza richiede pratica e pazienza. Ma man mano si noterà una maggiore tranquillità e pacatezza dell’animo e ciò indicherà che siamo connessi all’essere autentico.
La nobiltà d’animo risiede nell’innocenza e nella semplicità. E’ una qualità innata, non si può creare. Irradia dal vero essere, e solo scoprendolo potremo diffondere nel mondo le qualità naturali della vita: la bellezza e la verità.
   
    (Liberamente tratto da 
    “Le 7 chiavi della felicità” di Deepak Chopra)







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